terry pratchett, il tristo mietitore

terry pratchett è un genio. ha preso 1/3 di fantasy classico – tolkeniano per intenderci -, 1/3 di wodehouse, 1/3 di non so cosa e ha iniziato a scrivere. adoro il fantasy classico, ma talvolta tende a prendersi troppo sul serio, tra genealogie di nani ed eroi perfetti, duelli alla luce dell’alba e mostri nel buio. pratchett ha creato il mago scuotivento – che del mago ha solo un incantesimo inutilizzabile nella mente, il bagaglio, cohen il barbaro, arzillo settantenne… e soprattutto Ankh-Morpork, la città dove scorre un fiume solido e dove la guardia cittadina cerca con attenzione tutti i luoghi dove vengono commessi dei crimini… per starne mooooolto alla larga. questo è l’ultimo libro pubblicato da salani e ringrazio mio cognato – che mi ha introdotto a pratchett – per avermelo prestato.

Gli spoiler sono scritti in bianco su sfondo bianco

l’inizio è surreale… nel miglior stile di pratchett la realtà del fantasy viene tradotta nella nostra realtà quotidiana, o forse è il contrario: Morte viene licenziato. . Tutto ciò crea scompensi nel mondo di ankh… le storie nel libro, strettamente legate alle prime pagine del libro, sono in realtà due…. il colpo di genio di pratchett è l’idea che il centro commerciale sia una forma di vita autonoma, un predatore che si riproduce nelle città e che attira a se le sue prede.

Critica? mi sa sempre piangere dalle risate.

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